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RIASSUNTO STORICO |
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THE BRITISH-ITALIAN SOCIETY: UN PICCOLO RIASSUNTO STORICO.Quando Mussolini portò l'Italia in Guerra a fianco di Hitler nel giugno 1940, le persone che nel Regno Unito conoscevano e amavano l'Italia rimasero costernati e senza sapere cosa fare. Nel 1941, un gruppo di accademici, giornalisti, persone della radio ed ex residenti in Italia decisero di formare la Friends of Free Italy, come ricordo della "Friends of Italy" fondata a Londra da Mazzini nel 1851. Il nuovo gruppo volle ricordare il gruppo di compatrioti, la vera ed immortale Italia che trascendeva l'asse del regime con cui il Paese era entrato in Guerra. Attorno alle stesse date, un gruppo paralello d'italiani formarono il Free Italy Committee che sarebbe diventato poi il Movimento Libera Italia. Seguendo divisioni interne, il Movimento si fuse con la Friends of Free Italy, diventando, nel 1945, la British-Italian Society, nome che è rimasto da allora. I suoi obiettivi e le finalità furono definiti per "incrementare la conoscenza in Gran Bretagna della storia, le istituzioni e lo stile di vita dell'Italia oltre che il contributo da essa fornito alla civilizzazione, incrementando anche la conoscenza della lingua italiana in Gran Bretagna e incoraggiando e promuovendo la tradizionale amicizia tra Gran Bretagna ed Italia". La Società cercò con successo la sponsorizzazione di rappresentanti e distinte personalità britanniche ed italiane come ad esempio il Professore Gilbert Murray, Harold Nicolson, Lord Rennell di Rodd e Sir Kenneth Clark. Il suo prestigio fu dimostrato quando venne consultata dalla Rappresentanza Italiana, che ben presto sarebbe diventata la nuova Ambasciata Italiana, per la creazione di un Istituto di Cultura Italiano a Londra. Dal momento in cui questo Istituto fu aperto presso il numero 39 di Belgrave Square nel 1950, la Società ha collaborato strettamente con esso; così come l'appoggio ai successivi Ambasciatori Italiani nella Corte di St James sarebbe stato sempre incrollabile durante tutte queste decade. Nel 1954 sembrava che le proposte originarie della Società si
fossero realizzate. In una lussuosa cena della Società presso Claridge,
il distinto Ambasciatore Italiano, Manilo Brosio, riflettè riguardo
i nuovi tempi: Nei 30 anni successivi, la British-Italian Society ha interpretato questo ruolo attraverso conferenze, incontri sociali, gruppi di esperti, visite, cene, balli di studenti, mattinate di caffè, mercati di Natale - oltre che un informale club di cene. La Società ha anche contribuito a varie raccolte di fondi sociali e di carità in Italia, includendo una raccolta di fondi per i danni da inondazione che colpirono il Nord dell'Italia nel 1966, organizzata dall'allora Direttore della British-Italian Society, Sir Ashley Clarke, che trovò Venezia in vero pericolo (e con cui la Società continua a cooperare strettamente, condividendo uffici a Fulham). Eventi che furono allora descritti nella rivista bi-mensile della Società. Rivista esordì nel 1946 e continua, con alcune difficoltà, ancora oggi. Dopo 40 anni, nel 1981, la Società si ripropose la medesima domanda che fece, a suo tempo, l'Ambasciatore Brosio e cioè: "Sarebbe utile la sopravvivenza della Società?". Le ragioni erano ovvie. Le relazioni bilaterali si erano ulteriormente trasformate. L'Italia e la Gran Bretagna erano membri fondatori dell'Unione Europea, alleati nella NATO e cooperavano strettamente in altre numerose organizzazioni internazionali. Ancora oggi la Società contribuisce con il suo lavoro, sotto una successione di distinti Direttori e avendo fiducia nell'impegno ed energia di persone come Muriel Grindrod, Direttrice di Rivista. Il cambio delle circostanze non hanno reso vano il fatto che persone con idee affini continuino a pianificare compiti con cui dare piacere a loro stessi e agli altri senza uno scopo politico o finalità ideologiche, con la volontà di proseguire "la più antica, fruttifera e più profondamente sentita di tutte le speciali relazioni". La grandissima sfida per le relazioni della British-Italian Society fu identificata con le spietate riduzioni dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole britanniche e la conseguente minaccia dell'insegnamento dell'italiano presso le Università britanniche. Nel 2002, la Società fu capace di fare qualcosa a riguardo, utilizzando un generoso contributo personale nell'inaugurazione dei Rooke Memorial Prizes, rivolti ai laureati e studenti di Studi Italiani. Con maggiori risorse economiche, si potrebbe estendere e sviluppare questo schema. Tutto questo si somma ai 63 anni d'ininterrotto sforzo dei quali la British-Italian Society può giustamente essere orgogliosa. È lo stesso spirito, nella sua modesta maniera, con cui la Società affronta il futuro. Essa continuerà le sue attività, cooperando ogni volta più strettamente con le altre 23 associazioni bilaterali dell'Unione Europea (includendo I Friends of Ireland), e seguendo la recente apertura dell'Unione, per abbracciare molti degli Stati comunisti fondatori dell'Europa Centrale e dell'Est.
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Membership Copyright ©2001, 2002, 2003, 2004 The British Italian Society ®Charity No. 253386 | ||||